Enocuriosità

Il gusto di conoscere il mondo del vino

scopri l’ enocuriosità
  • Sai che cosa indicano le diciture “Classico”, “Riserva” e “Superiore”?

    Queste menzioni sono attribuite a vini che presentano qualcosa “in più” rispetto a quanto previsto dai disciplinari. Per esempio “Classico” si usa per vini prodotti in una zona di origine più antica all’interno della stessa DOCG o DOC. La dicitura “Riserva” è data ai vini che vengono sottoposti ad un periodo di invecchiamento più lungo rispetto a quello previsto dal disciplinare. La dicitura “Superiore” è riservata ai vini che hanno una gradazione alcolica più elevata rispetto a quella prevista dal disciplinare.

  • Sai quali furono le prima civiltà a sviluppare la produzione di vino?

    Le più antiche tracce di coltivazione della vite sono state trovate sulle rive del Mar Caspio e in Turchia orientale. Le prime documentazioni inerenti la coltivazione della vite risalgono al 1700 a.C, ma solo con gli egizi si iniziano vere e proprie coltivazioni e di conseguenza si avvia la produzione del vino. Sotto l’impero romano la produzione del vino subisce un ulteriore sviluppo ed il vino diventa una bevanda di uso comune.

  • Sai che cosa è il remouage?

    Il remouage è il processo che consente l’eliminazione dei depositi di lieviti dalle bottiglie di spumante lavorate secondo il metodo classico. Consiste nel prelevare le bottiglie e porle in appositi cavalletti forati (pupitre) con il collo rivolto in basso e nel portarle lentamente dalla posizione orizzontale a quella verticale, per raccogliere i residui nel collo stesso. Durante il periodo di passaggio da orizzontale a verticale, le bottiglie vengono quotidianamente ruotate in senso antiorario per agevolare lo scivolamento dei residui.

  • Sai quanto tempo occorre perché la vite cominci a produrre i suoi frutti in modo ottimale?

    Le piantine (denominate barbatelle quando vengono acquistate in vivaio prima di essere piantate), cominciano a produrre intorno al 3° o 4° anno di età, raggiunto il 6° anno si ottiene già un’ottima produzione.

  • Lo sai da che cosa deriva il nome del Merlot?

    Il nome Merlot deriva da Merlo. Tale nome è stato attribuito al vitigno in considerazione proprio della particolare predilezione che ha il merlo per i suoi acini, dei quali è molto ghiotto.

  • Sai quali sono i vitigni più diffusi in Italia?

    In Italia i vitigni più diffusi sono tra i rossi il Nebbiolo, il Barbera, il Sangiovese, il Primitivo ed il Montepulciano; tra i bianchi il Trebbiano, il Vermentino, la Vernaccia ed il Moscato.

  • Conosci il significato della dicitura Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG)?

    La DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita) è riservata ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale ed internazionale. Tali vini, oltre alle analisi chimico fisiche ed organolettiche previste per i vini DOC in fase di produzione, devono essere sottoposti ad ulteriori analisi in fase di imbottigliamento, ed infine ad un’analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un’apposita Commissione.

  • Sai che cosa è il Metodo Classico?

    Il Metodo Classico (detto anche Metodo Champenoise, dalla regione francese dello Champagne) è un processo di produzione di vino spumante che prevede la rifermentazione in bottiglia indotta dall’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati (liqueur de tirage). I lieviti e gli zuccheri aggiunti fermentano, producendo l’anidride carbonica che è responsabile del perlage (le “bollicine”). I residui di lieviti inerti vengono eliminati facendoli prima lentamente depositare nel collo della bottiglia (remouage) e poi congelandoli: si forma così una sorta di tappo di ghiaccio, contenete i residui, che viene eliminato (degorgement). A questo punto lo spumante viene chiuso con il tradizionale tappo a fungo.

  • Sai come nacque secondo la leggenda il Teroldego?

    Una leggenda popolare attribuisce la nascita del Teroldego alla caduta sul suolo di alcune gocce di sangue di un drago temibile e feroce che, dopo aver terrorizzato per anni le vallate, fu trafitto ed ucciso da un valoroso condottiero.

  • Sai che cosa è la presa di spuma?

    La presa di spuma è un procedimento di rifermentazione che porta il vino a diventare frizzante. Può avvenire in grandi contenitori (autoclavi) o direttamente in bottiglia, in seguito all’aggiunta di zuccheri e lieviti accuratamente selezionati.

  • Sai quali sono le migliori botti?

    Le botti di rovere più rinomate sono le barrique francesi di 225 litri, fabbricate solo con legno di rovere provenienti dalla foresta di Allier. La dimensione ridotta consente un più efficace scambio tra legno e vino.

  • Sai da cosa deriva il nome “Pinot”?

    Il Pinot prende il suo nome dalla forma del suo grappolo che si presenta così compatto e ben raccolto da ricordare una pigna.

  • Sai quanto vino si deve versare nel bicchiere?

    Quando si degusta il bicchiere da vino non deve mai essere colmo ma riempito per circa un terzo della sua capacità per permettere un’idonea ossigenazione che liberi i profumi del vino.

  • Sai quante tipologie di vino c’erano nell’antica Roma?

    All’epoca dei romani erano solo quattro le qualità di vino conosciute e venivano classificate in base alla loro colorazione: albus (bianco), fulvus (biondo), sanguineus (rosso sanguigno) e niger (nero).

  • Sai cos’è l’aristolochia?

    È quell’odore erbaceo che assumono alcuni vini quando la pianta omonima (presente nei vigneti) si mischia all’uva durante la vendemmia, oppure quando le uve sono state raccolte prima della piena maturazione.

  • Sai che la musica può influire sulle caratteristiche di un vino?

    Lo sostiene Clark Smith, ex MIT e famoso enologo, che per molti mesi ha analizzato il rapporto tra musica e bicchiere. Per questo curioso studioso infatti l’ascolto della musica mentre si degusta influisce talmente sulla sensibilità sensoriale da cambiare il gusto e la percezione di un vino, alterandoli significativamente. Inoltre alcuni produttori credono che le micro vibrazioni della musica aiutino la sedimentazione dei residui nei grandi vini da invecchiamento.

  • Sai qual è l’origine della parola sommelier?

    Una delle ipotesi propone che la parola sommelier abbia origine dall’abitudine dei soldati della sussistenza dell’esercito di Napoleone di legare (lier) le botti del generale su di un mulo da soma (somme).

  • Sai cos’è la vite “maritata”?

    La vite maritata è un sistema di coltura dei vigneti già in uso dagli Etruschi e che è rimasto come modo di coltivazione in molti luoghi fino ad almeno cinquanta anni fa. Questo sistema prevede che la vite si sviluppi aggrappandosi ad un’altra pianta e richiede particolare sapienza nella potatura: la vite viene potata e con lei l’albero a cui è avvinghiata. Fino a pochi anni fa anche in Trentino si trovavano viti maritate all’olmo o al gelso.

  • Sai cos’è l’unghia del vino nel bicchiere?

    In fase di degustazione il vino si esamina anche visivamente per valutarne la qualità e l’età. Per fare ciò si deve inclinare il bicchiere di 45 gradi su sfondo bianco ed osservare anche la cosiddetta unghia. È la superficie del vino in prossimità del vetro, rappresentata da quella specie di mezzaluna che si forma verso la parte alta del bicchiere quando è inclinato. Qui si possono apprezzare anche le sfumature più sottili di colore del vino.

  • Sai cos’è il paradosso francese?

    Per paradosso francese si intende il fenomeno per il quale in Francia, nonostante il relativamente alto consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi, l’incidenza di mortalità per malattie cardiovascolari è inferiore rispetto ad altri Paesi dieteticamente comparabili. Secondo alcune ipotesi la ragione di tale situazione è riconducibile al maggiore consumo di vino rosso di questa popolazione. Questa proprietà del vino deriverebbe dai polifenoli di cui è ricco (in particolare il resveratrolo) che sono ritenuti altamente antiossidanti.

  • Sai cos’è un sistema di allevamento?

    È il metodo con cui viene coltivata una pianta; cioè l’impostazione vegetativa che il coltivatore decide di dare alla vite, la quale assume quindi la forma caratteristica corrispondente al sistema scelto. Il più tradizionale in Trentino è la pergola trentina, ma si sta diffondendo sempre più il sistema a spalliera.

  • Sai che per gli spumanti sono previste bottiglie di diverse dimensioni con specifici nomi?

    Oltre alla classica bottiglia di capacità di 0,75 lt, per i vini spumanti esistono diversi formati di capienza variabile a cui sono associati particolari nomi. Il formato da 1,5 lt prende il nome di magnum, quello da 3 lt si chiama jeroboam, quello da 4,5 lt reoboam, quello da 6 lt matusalem, quello da 9 lt salmanazar, quello da 12 lt balthazar, e quello da 15 lt nabucodonosor. Inoltre Cavit ha ottenuto un record unico nel suo genere proponendo una bottiglia di capacità ancora superiore chiamata per l’appunto Primato. Per i vini fermi la classificazione è diversa e non così universalmente accettata.

  • Sai cos’è la fermentazione malo-lattica?

    È una fermentazione ad opera di batteri successiva a quella alcolica e che avviene spesso sui vini rossi. Questa prevede la trasformazione dell’acido malico in acido lattico (meno forte) che conferisce rotondità ed ammorbidisce il vino stesso.

  • Sai cosa significa il termine “avvinare”?

    Si definisce “avvinare” il procedimento preparatorio alla degustazione che consiste nel bagnare il bicchiere con una piccola quantità di vino al fine di eliminare tutte le impurità presenti nel bicchiere che potrebbero influire negativamente sulla percezione odorosa e gustativa.

  • Sai perché è così importante determinare l’epoca di raccolta dell’uva?

    Il momento della vendemmia è molto variabile e dipende dalla varietà di uva, dal tipo di vino che si vuole ottenere, dalle condizioni climatiche e dall’andamento stagionale. La determinazione dell’epoca di vendemmia è alla base del risultato qualitativo del vino e per questo motivo in prossimità della raccolta si effettuano analisi giornaliere in campagna per individuare il momento in cui si ha la migliore combinazione di contenuto zuccherino, acidità, sanità delle uve e complessità aromatica.

  • Sai cos’è la biodiversità?

    La biodiversità consiste nella presenza di più specie biologiche sia animali che vegetali nella stessa area. Questa è importante nel vigneto perché permette di avere un ecosistema più stabile ed equilibrato e quindi anche meno soggetto a problemi di aggressioni da insetti dannosi e di malattie delle uve.

  • Sai qual era il rapporto tra la donna e il vino nell’antichità?

    Tra i Greci e tra i Romani la donna non veniva ammessa alla mensa del marito e a Roma la suocera aveva il diritto di sentire se l’alito della nuora sapeva di vino. La donna che consumava vino veniva assimilata ad una adultera: solo nell’età imperiale le fu concesso di bere il vinum passum, cioè il vino passito, e in genere i vini dolci. La donna etrusca, invece, era sempre presente ai banchetti, sdraiata sul triclinio assieme al marito.

  • Sai cosa sono i polifenoli nel vino?

    I polifenoli sono composti contenuti nella buccia dell’uva e la loro presenza nel vino dipende dalla tecnica di vinificazione. Il contatto più o meno prolungato del mosto con le bucce ne determina il contenuto. Essi svolgono un ruolo essenziale nella caratterizzazione dei diversi vini rossi in quanto responsabili del loro colore, ma influenzano notevolmente anche il profumo e il gusto. Inoltre negli ultimi anni si sono sviluppati numerosi studi scientifici che attribuiscono loro proprietà antiossidanti.

  • Sai che la forma del bicchiere influisce sulla degustazione?

    Per i vini rossi la forma panciuta del calice favorisce un’ottima ossigenazione del vino mentre un leggero restringimento verso il bordo, convoglia gli aromi verso i recettori nasali. Per i vini bianchi invece si predilige una forma slanciata che ne preserva la freschezza e indirizza le sostanze aromatiche verso il degustatore. In ultimo negli spumanti il bicchiere cerca di evidenziare la luminosità del vino e favorire il perlage.

  • Sai perché in viticoltura si usano i portinnesti?

    I portinnesti sono gli apparati radicali delle viti americane sui quali vengono appunto innestate le varietà europee; alla base del loro utilizzo ci sono interessanti motivazioni storiche.

    Nel 1879 giunse in Europa la fillossera, un insetto dannoso per le specie europee che cambiò radicalmente la viticoltura dell’epoca. Si scoprì che le viti americane non venivano colpite nelle radici e che queste ultime potevano essere quindi utilizzate per continuare a coltivare le varietà che davano i grandi vini europei. Inoltre l’utilizzo di portinnesti permette un migliore adattamento della vite ad ambienti più difficili, sia dal punto di vista pedologico che ambientale.