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La mappa geotermica del Trentino

Un altro passo in Trentino nella direzione della produzione di energia da fonti rinnovabili, un impegno che la Provincia porta vanti da molto tempo e con convinzione. Lo scorso dicembre, durante un convegno alla Fondazione Bruno Kessler di Trento, è stata presentata infatti la mappa geotermica del Trentino.

Di cosa si tratta? Di uno strumento che consente di valutare in quali zone del territorio sia più conveniente installare le pompe di calore geotermiche, ovvero sistemi che consentono di soddisfare interamente e in ogni stagione dell’anno i fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda di case ed edifici pubblici.

Nel corso dei lavori sono stati analizzati e cartografati l’assetto microclimatico, i fabbisogni di riscaldamento, le caratteristiche idrogeologiche e termofisiche del sottosuolo e il potenziale di geoscambio.

Le aree con maggior potenziale per impianti di geoscambio sono state segnalate nell’immagine in rosso.

La mappa è il risultato in forma cartografica del progetto GEOTERM, teso a valutare l’idoneità e le potenzialità della Provincia di Trento ad ospitare impianti di questo tipo. Lo strumento, ottenuto grazie alla collaborazione fra l’Unità ARES (Applied Research on Energy Systems) di FBK, il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e il Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento, è quindi un aiuto per lo sviluppo responsabile e sostenibile di questa tecnologia.

Ad oggi, le pompe di calore geotermiche sono tra le opzioni più valide per ridurre la dipendenza dalle risorse energetiche fossili, diminuire la produzione di emissioni inquinanti e migliorare l’efficienza energetica negli edifici. Senza contare, inoltre, che in questo caso l’energia verrebbe generata e distribuita attraverso fonti rinnovabili locali, il calore che proviene dal sottosuolo.

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